Consigli per difendersi dal mobbing

Leggendo articoli vari sono giunta per ora a coniare i seguenti consigli che sono un puzzle:
1) Abituiamoci a non minimizzare e sorvolare su ciò che ci fa male:
Quando siete stressati e qualche parola o discussione vi disturba, dedicate a voi stessi un po’ di tempo per pensare  … e non per distrarvi. Scrivete le azioni di chi vi disturba, senza spiegare e giustificare le motivazioni altrui, senza interpretare da soli l’accaduto. Basta mezz’ora al giorno, vi farà recuperare tanta energia in futuro se doveste individuare un mobber. Il mobbing è come il cancro, se lo individui in tempo hai maggior probabilità di vincere.
2) Se abbiamo già pensato: impegnandomi di più ce la farò lo stesso, calcoliamo bene cosa vuol dire di più e per quanto tempo.
3) Anche la pazienza va dosata per amor di sè stessi. Gesù disse: “Ama il prossimo tuo come te stesso” non di più però!
4) Se abbiamo individuato qualche esagerazione allora chiediamo aiuto. Se non abbiamo risposta positiva, impariamo a rispondere con le tecniche di ascolto attivo. “Caro amico ti ho chiesto aiuto e tu mi hai detto no” Ricordiamoci anche che non riceveremo un no chiaro, semmai abbiamo chiesto pane e l’amico ci da l’acqua. E allora possiamo rispondere cantando: “Volevo un gatto nero, nero, nero, tu me l’hai dato bianco con te non ci sto più, la la la la la la”.

Un decalogo dell’associazione PRIMA contro il mobbing d’azienda da’ alcuni consigli che elenco qui e che poi tradurrò per l’aiuto alle donne che come me sono state mobbizzate da un partner.
1. Abbiate pazienza e vincerete (non troppa pazienza però!)
2- Non cedete allo scoramento ed alla depressione:Il mobbing cui siete sottoposti non avviene per colpa vostra, le motivazioni socio-psicologiche alla base del mobbing sono molteplici e complesse, oggetto di studi approfonditi di sociologi, psicologi e giuristi. Voi siete solo un capro espiatorio di una situazione che non dipende da vostre colpe.
3- Non pensate alle dimissioni: La prima cosa alla quale un mobbizzato pensa è quella di fuggire e di liberarsi dalla situazione stressante, abbandonando la scena. In effetti spesso il mobbing ha solo lo scopo di “poter licenziare impunemente”. Dare le dimissioni vi libera, è vero, dal mobbing ma con le dimissioni “la date vinta al mobber”. Ricorrete ad un periodo di malattia solo per il tempo strettamente necessario: utilizzate preferibilmente i periodi di ferie non godute o i recuperi orari. Tenete però ben presente che al ritorno sul luogo di lavoro dopo un periodi più o meno breve di assenza potreste trovare che molte cose sono cambiate in peggio: durante la vostra assenza il mobber ha avuto tutto il tempo per organizzarsi meglio.
4- Non pensate di essere gli unici: Si calcola per difetto che in Italia vi siano almeno un milione e mezzo di mobbizzati (circa il 6% della forza lavoro). Pensare di essere gli unici è una falsa immodestia, siete solo uno dei tanti.
5- Organizzatevi per resistere: Considerate che, secondo calcoli fatti dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), la messa in atto di azioni mobbizzanti nei vostri confronti, costa alla vostra azienda attorno al 190% della vostra retribuzione annua lorda: alcune cause di questi costi sono:-Il tempo impiegato dal mobber per studiare nuove forme di vessazione nei vostri confronti-La perdita di morale tra i lavoratori-Le giornate lavorative perse in malattia a causa del mobbing -I costi a carico del SSN per la cura dei lavoratori ammalatisi a causa del mobbing-I costi delle liquidazioni in caso di licenziamento spontaneo-L’azienda, a causa del mobbing, perde elementi produttivi e competenti-La sostituzione del lavoratore licenziato ha un costo per l’azienda in termini di know-how -I risarcimenti per cause civili ai lavoratori mobbizzati
6- Raccogliete la documentazione delle vessazioni subite: Poiché il mobbing, anche se non vi è una legislazione precisa e ad hoc contro di esso, rientra in fattispecie di reati previsti e penalmente perseguibili e di illeciti amministrativi (per esempio, reati: abuso di potere, minacce, violenza privata, diffamazione, calunnia, lesioni personali, etc; illeciti amministrativi: demansionamento, dequalificazione, etc.), è necessario che voi documentiate nel modo migliore possibile le azioni mobbizzanti messe in atto nei vostri confronti.
Pertanto:-Trovate colleghi disposti a testimoniare (anche se è difficile…….)- Tenete un diario di ogni azione mobbizzante contenente: data, ora, luogo, autore, descrizione, persone presenti, testimoni- Tenete un resoconto delle conseguenze psico-fisiche sul vostro organismo delle azioni mobbizzati; il mobbing fa ammalare: i sintomi possono essere psichici (insonnia, ansia, depressione, attacchi di panico, ecc.), fisici (emicrania, cefalea, dolori muscolari, precordialgie, acidità gastrica, tremori, mancanza d’appetito, appetito eccessivo, diminuzione della potenza e del desiderio sessuale, ecc.) e del comportamento (perdita dell’autostima, mancanza di fiducia in se stessi, senso dell’inutilità, ecc.).
Questo vi faciliterà nel documentare il danno biologico che il mobbing ha determinato su di voi, al fine della richiesta di risarcimento dei danni psicofisici (lesioni personali).
– Mettete in forma scritta e fate protocollare o spedite per raccomandata R.R. ogni vostra richiesta: trasformate qualsiasi ordine verbale ricevuto, in interrogazione scritta (“a voce mi è stato detto di fare questo, chiedo conferma scritta”). Molto spesso non riceverete risposta: ciò sarà la prova di una tra le azioni mobbizzati.
7- Cercate degli alleati: E’ questa la cosa più difficile: non sempre i colleghi sono dei “cuor di leone”.Spesso si ritirano in disparte per evitare che il mobbing messo in atto nei vostri confronti possa estendersi anche ad essi. Spesso, nel mobbing trasversale, sono essi stessi i vostri mobbers. Non vi isolate: coltivate le vostre relazioni sociali, frequentate gli amici, rinsaldate i rapporti familiari spesso impoveriti dal punto di vista affettivo e sessuale. Spiegate ai vostri familiari cos’è il mobbing e quello che state subendo. Non vergognatevi della vostra situazione, parlate con le persone che vi sono vicine per acquistare consapevolezza della vostra situazione, per rafforzare l’autostima ma non passate all’estremo opposto. Parlare incessantemente del vostro problema, focalizzare l’attenzione unicamente sul vostro dramma, può stancare amici e familiari e quindi potreste trovarvi ancora più soli. Il vostro matrimonio, la vostra famiglia, le vostre amicizie potrebbero andare in crisi. Si realizzerebbe così il fenomeno del “doppio mobbing” per il quale le persone coinvolte in Italia dal mobbing, assommano a 5 milioni.
8-
Denunciate il mobbing: E’ questa una attività da attuare con ponderata attenzione: evitate che le denuncie possano esporvi a ritorsioni (possibili querele per diffamazione).Scrivete la storia del vostro mobbing. Siate il più concisi possibile. Prima di divulgarla riponetela in un cassetto e rileggetela dopo almeno una settimana: eliminate le parti superflue e conservate solo quelle importanti. La precisione nei particolari fa diventare pesante la vostra storia: dovete colpire l’attenzione di chi vi legge. Rivolgetevi ai giornali, televisioni private, radio locali, sindacati, associazioni di categoria. Denunciate fatti reali e documentati. Scrivete dei tazebao da affiggere nei luoghi consentiti. Divulgate all’interno dell’azienda le vostra situazione: il racconto della vostra storia potrebbe far sorgere tra gli altri dipendenti un movimento di opinione a vostro favore. Ricordate che la pubblicizzazione della vostra denuncia può essere incompatibile con la segretezza degli atti d’ufficio.Chiedete copia della documentazione esistente negli atti d’ufficio e nel vostro fascicolo personale: è un vostro diritto (legge 241/90 sulla trasparenza amministrativa e legge 675/96 cosiddetta sulla “privacy”) l’accesso agli atti d’ufficio che vi riguardano e al vostro fascicolo personale per poter ottenere copia di tutti i documenti che vi interessano.
9- Iscrivetevi ad una associazione contro il mobbing:Rivolgetevi unicamente a quelle che sono apolitiche, asindacali, aconfessionali, che non hanno scopo di lucro, come il MIMA
10- Ricorrete alle vie legali:In questo caso non siate impazienti: – Nella scelta tra procedimento penale e/o civile, (causa di lavoro, risarcimento del danno biologico), preferite dapprima il procedimento civile. – La durata di una causa di lavoro è lunga: anche in caso di vittoria in primo grado, aspettatevi un ricorso in appello da parte dell’azienda; calcolate da un minimo di quattro anni fino ad otto – dieci anni.- Rivolgetevi ad un buon avvocato cha abbia già trattato cause di mobbing, che sicuramente non abbia legami con la vostra azienda.- Chiarite subito gli obiettivi che intendete raggiungere (danno biologico, demansionamento, reintegra nel posto di lavoro, patteggiamento, risarcimento dei danni, etc.) e le strade da percorrere.- Coinvolgete il minor numero di persone: possibilmente solo la vostra azienda. In questo modo il vostro avvocato non si troverà a dover lottare contro eserciti di avvocati di controparte che si coalizzeranno contro di voi. Successivamente potrete procedere anche contro gli autori materiali del vostro mobbing: ad esempio, in caso di pubblici dipendenti, sarà possibile documentare il danno all’erario determinato dai vostri mobbers
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Consigli per difendersi dal mobbingultima modifica: 2009-06-03T13:05:00+02:00da a.antonia
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2 pensieri su “Consigli per difendersi dal mobbing

  1. Lavoro nella pubblica amministrazione (scuola-segreteria) e dopo un anno terribile (mobbing da parte di due colleghi e gli altri per non scontrarsi hanno ammesso che non volevano “grane”) ho chiesto e ottenuto il trasferimento presso altra sede (ero stanca di combattere solo contro tutti, mi stavo ammalando sul serio).
    Pieno di speranza ho cominciato il primo settembre, pensavo be’ ricomincio a respirare, niente più attacchi di panico ecc. anche perchè ho all’interno dell’ufficio di segreteria una mansione superiore (seconda posizione economica) ,ma….arrivato lì mi sono accorto che l’altra collega arrivata pure lei quest’anno e che il dsga conosceva, mi dava ordini su quello che dovevo fare! (quindi secondo me autorizzata dal dsga)(al quale ho detto gentilmente che non può farlo visto che sono io che ho le mansioni superiori ).
    Forse dovevo riflettere prima di parlare, dovevo fermarmi un attimo, ma accidenti dove sono finito.

  2. sono un Ragazzo Africano . lavoro da una Ditta di settore Edile.
    lavoro circa da 7 anni. siamo decina (10) golleghi.
    ma le cose che mi fanno male sono questi.
    1 il mio datore di lavoro e’ molto erogante !!!
    2 e’molto agrizivo !
    3 sputtana tanto !
    4 pettegolo !
    non posso chiedere i permessi mi minaccia dicendo ” ti caccio via ! ”
    ” non trovi uno come me”. “sei rincoglionito” !
    non ho fatto mai le ferie.
    tutto decide tutto lui. mi ha mandato la lettera di richiamo. lavoro del 7:00 fino 18 :00.
    mangindo il pranzio meso ora. lavorando sotto la pioggia. ore di straordinari pagando euro 8,50 al ora. non si po chiedere niente si strilla.
    quanto si faceva male sul lavoro (fortunio) non si raconta la verita in Ospedale.
    ho soportato tutto questo. ho una famiglia. moglie e’ una bambina di 3 anni.
    seconda bimba sta per arrivo. help help help.

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