– MOBBING –

La cosa più grave che si verifica durante tutto il processo attuativo del mobbing non è tanto l’esistenza di chi è sleale e anaffettivo e non rispetta leggi, norme, dignità e vita umana neanche in famiglia, quanto la presenza di chi, con i propri atteggiamenti e le proprie scelte, favorisce il processo diventando terreno fertile su cui prosperano le aggressioni e le violenze.

 

Che cosa è:   “Mobbing” nell’azienda    e    “Mobbing” nella coppia

1) Il “Mobbing” nell’azienda
è l’aggressione sistematica e continuativa che viene attuata contro un lavoratore con diverse modalità e gradualità e con chiari intenti discriminatori dal datore di lavoro o da un suo preposto o da un superiore gerarchico oppure da suoi colleghi e/o sottoposti con la tolleranza dell’azienda dove opera il soggetto aggredito. L’attività discriminatoria del “Mobbing” ha il preciso scopo di emarginare e/o di estromettere (licenziamento o dimissioni forzate) il lavoratore dal proprio ambiente di lavoro cioè di eliminare una persona che è, o è divenuta, in qualche modo “scomoda”, distruggendola psicologicamente e socialmente in modo da provocarne il licenziamento o da indurla al trasferimento o addirittura alle dimissioni.
Tale attività consiste in comportamenti di violenza morale o psichica ripetuti nel tempo in modo sistematico o abituale, i quali inducono un degrado delle condizioni di lavoro idoneo a compromettere la salute, la professionalità e la dignità del lavoratore.
Gli esempi delle varie forme che il mobbing può assumere vanno dall’emarginazione alla diffusione di maldicenze, dalle continue critiche alla sistematica persecuzione, dall’assegnazione di compiti dequalificanti, alla compromissione dell’immagine sociale nei confronti di clienti e superiori. Nei casi più gravi si può arrivare anche al sabotaggio del lavoro e ad azioni illegali. Alcune ricerche hanno dimostrato che le cause del terrore psicologico sul posto di lavoro vanno ben oltre i fattori caratteriali: si fa Mobbing su una persona perché ci si sente surclassati o per interesse economico, ma soprattutto per costringerla a licenziarsi senza che si crei un caso sindacale.

Secondo le parole della psicologa psicoterapeuta dott.ssa Carla Corradi: “…Le strategie che mette in atto chi decide di annientare un essere umano sono molto subdole e mirano prima di tutto ad anestetizzare la vittima designata in modo che non possa reagire. Spesso, specie nell’ambito familiare, con la vittima si è prima instaurato un legame affettivo, per cui è già difficile individuare il limite sottile che separa un rapporto funzionante ancora da quello decisamente patologico. Inoltre l’aggressore manda messaggi contrastanti nel senso che dice una cosa e ne pensa un’altra (doppio legame), mettendo in questo modo l’oggetto delle sue manovre in uno stato di confusione e nell’incapacità a capire cosa sta succedendo. Nè essa ha possibilità di chiarire, perché l’interruzione della comunicazione bilaterale è un’altra delle manovre che l’aggressore instaura. Subentra così il senso di colpa o la vergogna di chi inizia a subire e con esso un tentativo di perfezionismo, per cercare di spostare o annullare il bersaglio. Se tenta una reazione, dopo un periodo lungo di esasperazione, allora viene accusato di essere fastidioso, cattivo o malato……..”

Lo scopo di licenziamento o di estromissione viene raggiunto così con la complicità del mobbizzato che si trova nell’impossibilità di reagire adeguatamente anche perchè intanto registra danni psico-fisici, morali ed economici e vede quindi, come unica possibilità di difesa, la scelta del licenziamento.

2) Il “Mobbing” contro la donna nella coppia (Per analogia alla definizione di mobbing in azienda e per esperienza personale, ho dedotto la seguente definizione di mobbing nella coppia contro la donna)
è l’aggressione sistematica e continuativa che viene attuata con diverse modalità e gradualità e con chiari intenti discriminatori dal partner o ex partner con la tolleranza dell’ambiente sociale dove vive e lavora la donna aggredita. L’attività discriminatoria del “Mobbing” ha il preciso scopo di emarginare e/o di estromettere la donna dal proprio ambiente di relazioni sociali e affettive per poter eliminare questa persona che è divenuta scomoda con i suoi diritti e le sue richieste, ad esempio per poter ottenere la separazione coniugale senza assumersi la responsabilità delle scelte e gli oneri dell’essere marito e padre.

 Tale attività consiste nell’uso di maldicenze e comportamenti di violenza fisica, morale o psichica ripetuti nel tempo in modo sistematico o abituale, i quali inducono un degrado delle condizioni di vita familiare e sociale idoneo a compromettere la salute e la dignità della donna che deve lottare sempre di più per poter almeno lavorare e accudire i figli.

Gli esempi delle varie forme che il mobbing può assumere vanno dalla semplice emarginazione alla diffusione capillare di maldicenze, dalle continue critiche alla sistematica persecuzione, dalla costrizione al lavoro continuo alla compromissione dell’immagine sociale e privata nei confronti di amici, parenti, colleghi e figli. Nei casi più gravi si può arrivare al sabotaggio del lavoro e ad azioni illegali.

Le cause del terrore psicologico vanno ben oltre i fattori caratteriali del mobbizzato: si fa mobbing perché ci si sente surclassati o per gelosia, ma soprattutto perché si vuole evitare di assumersi le responsabilità e gli oneri di una scelta.
Lo scopo di estromissione o separazione “senza dazio” viene raggiunto così con la complicità della donna mobbizzata che si trova nell’impossibilità di reagire adeguatamente, registra tanti danni psico-fisici, morali ed economici per sè e per i figli, e vede quindi, come unica possibilità di difesa, la separazione di cui si assume la responsabilità o le colpe…. solo che spesso in questi casi il mobbing non finisce qui….

– MOBBING –ultima modifica: 2009-05-30T15:40:00+02:00da a.antonia
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